PARCHI: «MUSEI CHIUSI PERCHE’ NON RINNOVATO IL CONTRATTO»
Riceviamo una nota della “Parchi Val di Cornia” relativa al nostro articolo «Prove di Marketing Territoriale?» pubblicato lunedì scorso. La riportiamo solo ora in quanto analoghe richieste di chiarimento inviate al comune ad oggi ancora non hanno ricevuto risposta. Nel ringraziare l’azienda per la disponibilità, pubblichiamo integralmente l’intervento.
«Facendo seguito all’articolo pubblicato su corriereetrusco.it in data 3 marzo, “Prove tecniche di marketing territoriale”, e alla richiesta di delucidazioni in merito a quanto riportato effettuata direttamente dalla Redazione, la Parchi Val di Cornia SpA precisa che la chiusura dei Musei è legata ad un ritardo nel rinnovo del contratto di affido del servizio da parte dei comuni che ha impedito di offrire al pubblico il servizio auspicato.
La società, seppur con grande difficoltà, ha tuttavia cercato di garantire un servizio quanto più possibile efficiente riaprendo a partire da marzo, ogni fine settimana, il Parco archeominerario di San Silvestro (aperto sino ad ora solo su prenotazione per gruppi e scuole) e tutti i giorni (ad eccezione del lunedì) il Parco archeologico di Baratti e Populonia. Nel periodo invernale la scelta era stata opposta, cioè quella di chiudere i parchi e garantire l’apertura dei Musei di Piombino, ma con il mese di marzo le richieste sui parchi sono generalmente maggiori e, nel dover compiere una scelta, è stato ritenuto più opportuno lasciare aperti i musei solo su prenotazione per gruppi e scuole. Gli orari aggiornati sono stati inviati alla stampa, sono stati pubblicati sul sito internet della Parchi e modificati agli ingressi delle strutture.
Siamo in attesa di una risoluzione del problema entro pochi giorni da parte dei Comuni che permetterà comunque, seppure con un piccolo slittamento, di porre la società nell’assetto ottimale per avviare la stagione turistica nel miglior modo.
Vorremmo inoltre specificare che alcune informazioni riportate nell’articolo possono generare confusione nel lettore, a partire dalla specifica sulle cattive condizioni di manutenzione delle Stalle Napoleoniche e della Corte del Castello, che però non sono di competenza della Parchi Val di Cornia SpA.
Inoltre, abbiamo potuto constatare che l’articolo pubblicato su corriereetrusco.it ha generato una serie di commenti sui social network; alcuni commenti sono imprecisi o riportano informazioni errate come l’idea che la società abbia degli elevatissimi utili legati alla gestione dei parcheggi a mare che però da circa 3 anni non sono più gestiti direttamente ma su prestazione per conto del comune di Piombino.
In molti casi emerge invece l’idea che la Parchi Val di Cornia SpA possa rappresentare uno strumento di valorizzazione del territorio e di marketing territoriale uscendo da campanilismi e riportando in alto il tema della sovracomunalità. La Società non può che condividere questo percorso al quale da tempo ha già iniziato a lavorare cercando di stimolare nell’area della Val di Cornia lo sviluppo di un’offerta turistica evoluta, innovativa e competitiva, favorendo la collaborazione integrata fra amministrazioni ed operatori privati, da veicolare verso i turisti potenziali e il sistema delle imprese che svolgono le azioni di commercializzazione».
Parchi Val di Cornia
e pensare quanti soldi sono stati spesi… per tenerli chiusi. Altro che marketing, qui siamo allo sbando politico e gestionale