STILLITANO: L’ASSO FEMMINILE DEL JUDO PIOMBINO
Abbiamo intervistato Valentina Stillitano, atleta dell’Assjd Piombino, cintura nera dagli scorsi Campionati italiani del febbraio 2014 durate i quali è diventata campionessa nella categoria cadetti.
Quando hai cominciato a praticare judo? Ti è piaciuto da subito?
Ho iniziato nel 2004, a sei anni, e non ho più smesso: è stato subito amore. Ottenevo buoni risultati ed ero spinta ad andare a fare altre gare. Da piccola era facile vincere, ma i traguardi importanti sono arrivati verso gli undici e dodici anni, ovvero quando proseguono nello sport solo quelli più motivati e più capaci.
Le vittorie importanti quando sono arrivate?
Nel 2012 ero esordiente B (categoria dai 13 ai 14 anni) e arrivai seconda ai campionati italiani. Mi aspettavo qualcosa nel 2013, sempre ai campionati italiani, ma le cose non andarono come dovevano andare e arrivai settima; quindi nel 2014 non avevo aspettative, vincere è stata una bella sorpresa.
Per arrivare prima ai campionati italiani hai sconfitto 93 avversarie: cosa hai provato a compiere una tale impresa?
Quando sei lì, con la tensione della gara, non ci pensi; eravamo tante, i combattimenti sono stati molti. Mi sono resa conto di aver vinto quando ho visto gli allenatori felici, che festeggiavano.
Cosa pensi quando metti al tappeto un’avversaria e cosa quando ti mettono al tappeto?
Quando metto al tappeto non penso nulla, non realizzo mai subito di aver vinto. Quando mi mettono al tappeto penso che c’è da lavorare tanto, che non avrei dovuto fare quello sbaglio.
Come riesci a conciliare lo sport con lo studio?
Lo sport mi impegna molto perché mi alleno cinque giorni a settimana e nel weekend ho spesso le gare; dall’altra parte la mia scuola non è molto impegnativa, quindi ce la faccio a organizzare tutto.
Cosa significa essere un’atleta della Squadra Nazionale Cadetti e quanto è impegnativo farne parte?
Per far parte della squadra e rimanerci devi realizzare certi risultati, quindi è molto impegnativo farne parte, anche perché vieni convocato per gare importanti all’estero. D’altro canto è una grande occasione perché è la Nazionale che seleziona la squadra per gli Europei e per i Mondiali, quindi quando sei convocato per una gara del genere pensi sempre a dare il meglio.
Quali sono i prossimi appuntamenti?
Il più imminente è la European Cup a Coimbra il 13 aprile, gara a cui partecipano i migliori atleti di ogni nazione. Si è conclusa da poco la European Cup a Zagabria, ma non è andata come speravo. Con i miei allenatori decidiamo di volta in volta a quali gare partecipare: le prossime sono una a Berlino e una in Romania, ma l’evento più importante si terrà a Teplice a maggio perché in base a quello verrà decisa la squadra per gli europei.
Se pensi al tuo futuro, vedi più sport o più studio?
Vedo più sport, e lo vedo già ora. Sperando che le cose vadano sempre meglio, ne vedrò ancora di più. Vorrei affermarmi nel judo, ma la strada è lunga: a ogni gara escono fuori nuovi campioni, nuovi avversari, ed è difficile confermarsi sempre. L’obiettivo è l’Europeo, poi il Mondiale, poi avvicinarsi sempre di più a un’Olimpiade, ma a parole è facile dirlo.
Ricordi un combattimento speciale?
Ai miei primi campionati persi subito il primo combattimento, così lavorai molto con il mio allenatore sugli errori che mi avevano fatto mettere al tappeto. Alla gara successiva ritrovai la ragazza che mi aveva sconfitto e ci vinsi subito contro; questa cosa mi è restata impressa.
Chiara Bellucci