LA CIA SI RINNOVA, PASQUINI NUOVO PRESIDENTE
Bibbona (LI) – Al termine del percorso congressuale, sabato 20 gennaio 2018, si è svolto a Bibbona presso il Teatro “La Palestra” l’atto finale della VII Assemblea Elettiva, con l’elezione di Pierpaolo Pasquini a Presidente provinciale della confederazione livornese. Il responso delle urne ha visto la sua affermazione su Franco Baldassarri, imprenditore florovivaistico di Campiglia Marittima, al termine di un confronto sulle loro proposte politico associative.
Pasquini è un imprenditore agricolo di 58 anni, titolare di una azienda agricola biologica ad indirizzo prevalentemente ortivo sia di pieno campo che in serra, ma con attività anche nel settore vitivinicolo ed olivicolo.
Già Vicepresidente della Confederazione nei due mandati di Cinzia Pagni, molto conosciuto nell’area della Val di Cornia, è impegnato da tempo nel contesto della agricoltura provinciale.
L’assemblea Elettiva Provinciale ha anche confermato i nominativi indicati da Pasquini alla Vicepresidenza della Confederazione, Viliani Maurizio socio del Comune di San Vincenzo e Galli Lia socio del Comune di Bibbona, come previsto dal Regolamento per lo svolgimento della VII Assemblea Elettiva, oltre alla approvazione del nuovo statuto ed eletto la nuova Direzione costituita da n. 33 componenti.
Nella sua relazione ai delegati ed invitati, dopo la proclamazione a Presidente, ha voluto rivolgere un ringraziamento e nel contempo un invito all’altro candidato a lavorare insieme nell’interesse della Confederazione e degli associati .
“Sono stato eletto a rappresentare la Confederazione, questa mattina al termine di un confronto aperto, leale e ritengo costruttivo, con l’altro candidato, che voglio ringraziare pubblicamente. La sua collaborazione sarà importante per l’attività confederale. E’ necessario il contributo di tutti e l’invito è rivolto anche ai soci. E’ indispensabile la partecipazione, la presenza, perché questo consente di conoscere la confederazione, con i propri pregi, ma anche i limiti e le inadeguatezze, che dobbiamo cercare di superare. Nelle assemblee territoriali, ma non solo in quelle, parlando con i soci, ho sentito spesso critiche rivolte alla involuzione burocratica, che ha progressivamente assunto la ns. associazione, critica peraltro, che riguarda la generalità del mondo della rappresentanza. Viene detto che abbiamo perso di vista la nostra mission, siamo diventati un ufficio non molto diverso da quelli dei professionisti, che erogano servizi.
Probabilmente le cose non stanno esattamente in questo modo, ma va perseguita con decisione ogni strada per il coinvolgimento del corpo sociale, anche perché è necessario preparare i dirigenti di oggi e di domani.”
Ha concluso il suo intervento affermando che “Il tema centrale, è quanto oggi l’organizzazione sia capace di rappresentare e tutelare gli interessi di coloro che operano in agricoltura e di quelli che potenzialmente sono interessati ad entrare nel settore”.